6 Aprile 2014 – FABRIZIO DI TAGLIACOZZO (SOLINA)

 

Domenica 6 aprile si è tenuta la visita per la certificazione partecipata presso l’azienda “La Dispenza” di Fabrizio Valente, produttore abruzzese di Tagliacozzo.

Consumatori: Angela e Paolo (area prenestina) Silke e Antonio (Gasperix) Oliviero e Pna (Largo Preneste) Claudio e Simona (Quadraro) Lidia e Ale (Cave) Barbara e Fabio (Ciampino-Palestrina)

Produttori tt Valter Tinari, Enrico Vino, Emanuele Rasicci, Mario Apicoltore( produttore affine miele), Gabriella e  Luciano Casale delle Acacie (produttore affine cereali e frutta)

CERT. ABRUZZO 076

CERT. ABRUZZO 082

 

CERT. ABRUZZO 085

 

 

Osservazioni dei partecipanti:

 

La giornata per noi si è aperta all’insegna del car pooling, abbiamo infatti condiviso il viaggio, la compagnia con Fabio e Barbara, come noi consumatori, ottimizzando i costi e limitando l’inquinamento.

Fabrizio ci ha accolto in una bella piazza del paese e, anche se un po’ a rilento, siamo riusciti ad intraprendere il percorso. I terreni coltivati sono dislocati in varie località. I primi che abbiamo visitato, in località Gallo, erano in zona collinare. Nel primo, sito nei pressi di un cimitero, Fabrizio si è soffermato a raccontarci un po’ in generale delle sue attività, della collaborazione con il consorzio del grano solina e ci ha illustrato le realtà locali in generale. Prima ancora di questa sua chiacchierata, io stesso ho chiesto la parola per fare un cappello a quanto stavamo per intraprendere in quanto ritenuto di anticipare delle considerazioni che spesso ultimamente abbiamo fatto nel dopo visita. Ho posto quindi l’attenzione sul distinguere il momento strettamente conviviale da quello della certificazione evitando, come molto spesso è accaduto, di creare dei sottogruppi in quanto le domande di ciascuno e le risposte del produttore sono momento di crescita e di interesse per tutti, anche in vista della relazione che poi ognuno dovrà realizzare.

Preziosa la presenza di altri produttori locali, in particolare di Luciano del vino, con i quali si sono accesi confronti e combinate le competenze.

I semi usati da Fabrizio sono autoprodotti e ci ha detto che in questo primo appezzamento lui ritorna direttamente per la mietitura per cui i terreni sono lasciati allo stato naturale. Ci ha descritto le particolarità del grano solina mostrandocene le caratteristiche. Spostandoci sempre in macchina, una lunga carovana, in quanto le sue coltivazioni sono allocate su terreni distanti tra loro, per la maggior parte in affitto che lui tende a cambiare nel corso degli anni, ci rechiamo in un secondo appezzamento nel quale ci mostra delle coltivazioni di frutta di vario genere (terreno vetrina) risultato di un progetto di recupero di piante locali tipiche delle quali si va perdendo la presenza a causa dello spopolamento delle campagne a partire dagli anni ’60. Piantati quindi alberi di mele di tipologie diverse, pere, ciliegie e altro ancora, ma si tratta comunque di potenziali raccolti per gli anni a venire, laddove, sempre su suggerimenti del prezioso Luciano, si migliorano le tecniche di potatura. Stupenda la vista di una quercia maestosa e simpatica ed affettuosa la compagnia di vari asinelli lì dove vi erano le 13 arnie da cui ricava miele di millefiori.

Da qui siamo ridiscesi più a valle ed abbiamo visitato altri terreni, questa volta confinanti con altre coltivazioni di altri proprietari, alcune delle quali curate con metodi di agricoltura convenzionale. Infine siamo andati a visitare dei terreni, di proprietà di Fabrizio, siti in prossimità della sua abitazione, coltivati a piccoli frutti (lamponi, more, fragole, uva spina, ribes …).

Dalle varie coltivazioni, principalmente di farro e di grano solina, Fabrizio produce, oltre ai cereali stessi, principalmente le farine per la realizzazione della pasta che trasforma presso i laboratori di Rita a Castel Madama, anche del pane per consumo locale.

Interessanti i racconti che ci ha fatto riguardo alla ricerca ed al percorso per la realizzazione della pasta, sperimentando le varie farine. In un ultimo appezzamento di terreno è coltivato, in maniera convenzionale, il grano per l’alimentazione degli animali dell’azienda.

 

La giornata è proseguita con un ottimo pranzo in cui ciascuno dei presenti ha contribuito portando qualche pietanza, in particolare i produttori presenti, specie quelli del vino (divino), ma soprattutto la tavola è risultata impreziosita dalla generosa accoglienza di Fabrizio e famiglia che hanno preparato una stupenda minestra, delle paste di cui una con particolare riguardo per i vegetariani, ma anche di gustose leccornie di trasformati, frittate di erbe, salumi e formaggi. Gradita l’allegra presenza di tanta gente con la rappresentanza di tutte le fasce d’età, dai bambini ai “più grandi”.

L’incontro si è concluso con una breve tavola rotonda dove ciascuno ha potuto esprimere le proprie considerazioni sulla giornata trascorsa e sull’ennesimo passaggio sperimentale della certificazione partecipata tra i produttori di terraTerra.

Paolo e Angela (consumatori critici).

 

Tanta partecipazione dal Lazio come dall’Abruzzo. E così ci siamo mossi dalla bellissima piazza del paese in 6/7 auto per andare a conoscere da vicino i terreni dove Fabrizio coltiva le materie prime che poi trasforma in prodotti finiti.

Il giro è stato lungo perché Fabrizio ha diverso appezzamenti di terra, parte in fitto e parte di proprietà, distanti tra loro. Il più suggestivo, a nostro parere, è il primo che abbiamo visitato. Un ettaro circa, vicino a un piccolo cimitero coltivato a ‘solina’.

Abbiamo proseguito fermandoci a vedere altri ettari sia coltivati a farro che a solina.

Tutta la zona che abbiamo visitato è poco coltivata, e, tranne l’ultimo ettaro di terra che ha intorno alcuni campi coltivati a mais o grano, gli appezzamenti che conduce Fabrizio sono lontani da colture intensive e/o fonti di inquinamento industriale o dovuto al traffico automobilistico.

Fabrizio ci ha fatto visitare anche un appezzamento dove, con una cooperativa, hanno piantato alberi da frutta autoctoni, con l’obiettivo di recuperare alcune piante di cui si sta perdendo la memoria.

Nel giro ci siamo fermati anche a vedere le arnie da cui ricava il miele. Un luogo sicuramente incontaminato dove le api vivono in un ambiente sano e naturale, e Fabrizio esegue trattamenti periodici naturali.

In ultimo abbiamo visitato le coltivazioni di piccoli frutti, ribes, more, uvaspina ecc.. in fase di germoglio e potatura.

Fabrizio è una persona appassionata e preparata, che mette nel suo lavoro impegno e passione. Segue i criteri di coltivazione naturale e sta facendo un bel lavoro di recupero e valorizzazione di quella che è la tradizione agricola del suo territorio.

Abbiamo notato però un po’ di trascuratezza, dovuta forse all’enorme carico di lavoro quotidiano.

Per esempio le arnie potrebbero produrre più miele se, come lui stesso ha detto, le seguisse e curasse di più.

Sia le confezioni di pasta che di conserve non hanno alcuna etichetta e per noi consumatori non è corretto non conoscere, ad esempio, la percentuale di zuccheri nelle confetture né la scadenza.

Inoltre c’è stata una scarsa informazione sui processi di trasformazione sia delle farine che della frutta, probabilmente perché non è rimasto molto tempo.

Infatti intorno alle 14,00 siamo arrivati al laboratorio di Fabrizio dove, affamati, ci siamo letteralmente buttati sul cibo e a nessuno è venuto in mente di entrare a visitare il laboratorio e parlare dei processi di trasformazione.

Comunque la pasta di solina come le conserve sono molto buone e la visita è stata interessante da più punti di vista.

Facciamo i nostri complimenti Fabrizio, nonché un sincero grazie per l’ospitalità e gli auguriamo di proseguire con successo su questa strada, curando un po’ di più i dettagli.

Lidia e Alessandro Consumatori di Cave

Questa è stata la nostra prima visita di certificazione partecipata a cui abbiamo preso parte con interesse e curiosità.

Abbiamo visitato le produzioni di grano solina, farro, piccoli frutti e un piccolo apiario.

Non essendo produttori e poco informati su questo genere di colture non siamo in grado di esprimere un commento tecnico competente.

Possiamo però dire che abbiamo molto apprezzato la disponibilità di Fabrizio, la sua passione per il lavoro e per i progetti portati avanti. Sono state per noi anche molto utili le discussioni e le domande poste dagli altri produttori e consumatori già con visite alle spalle.

La riflessione che proponiamo come nostro contributo, a valle di questa visita, riguarda la metodologia utilizzata per rilasciare queste certificazioni: ci chiediamo se possa essere considerata sufficiente la verifica “ad occhio nudo” dell’ecologia, della sostenibilità e naturalità delle coltivazioni. A nostro parere una certificazione, oltre a questo fondamentale passaggio, dovrebbe avvalersi anche di dati provenienti dalle analisi sui prodotti finali.

Barbara e Fabio consumatori

 

Almeno per me la certificazione da Fabrizio Valente dell’azienda La Dispenza di Tagliacozzo rappresenta una eccezione.

Questo percorso sperimentale è infatti organizzato su basi geografiche, su richiesta di Fabrizio ho dato una mano, pur non risiedendo in Abruzzo, ad organizzare l’incontro soprattutto per quanto riguarda la presenza dei consumatori . La presenza di tutti i produttori agricoli abruzzesi che fanno riferimento al connettivo Tterra è  stato sicuramente un fatto molto positivo.

Per quanto riguarda ciò che “La dispenza” produce abbiamo potuto vedere i campi dove Fabrizio sta coltivando il grano di solina ed il farro. La coltivazione dei piccoli frutti (ribes, more, fragole e lamponi) , 5000 metri circa era ancora in fase di preparazione per la nuova stagione, anche se il ribes ha iniziato la gemmazione. Tutte le coltivazioni mi sono sembrate compatibili con il percorso del connettivo Tterra. Anche le arnie dove Fabrizio produce il miele di Millefiori  sono ubicate lontano  da fonti di inquinamento ambientale e da strade ad alta densità traffico.

Abbiamo  visitato il laboratorio per la trasformazione dei piccoli frutti e per la smielatura che risponde alle norme di igiene vigenti per legge.

Un ringraziamento speciale va a Luciano, del Casale delle Acacie, produttore affine per quanto riguarda frumento e farro, che ha approfondito e risposto in maniera esaustiva a tutte le questioni emerse durante la visita.

Sono intervenuti anche diversi artigiani e produttori (olio di canapa e derivati, birrificio artigianale e lavori al telaio) che ci auguriamo presto di vedere nel connettivo Tt.

L’ospitalità di Fabrizio e dei produttori abruzzesi è stata insuperabile!

Mario apicoltore ( terra Lazio Sud Orientale)

 

La visita da Fabrizio e’ stata molto piacevole e formativa, ma a mio parere non esaustiva. Dei dieci ettari tra proprietà ed affitto, ne abbiamo visitati tre o quattro, la piantumazione dei frutti di bosco, era principalmente a riposo, indietro con i lavori (ma questo credo ci caratterizzi tutti). Il laboratorio di trasformazione visto ma non visitato, tutto nuovo ed in ordine, ma non e’ stato spiegato come avvengono le varie trasformazioni. Credo che per avere una certificazione partecipata sia necessario che il produttore organizzi la giornata in modo da poter dare un ordine agli eventi, con la suddivisione dei tempi e la conclusione.

Forse sarebbe meglio effettuare la visita partecipata per ogni categoria separatamente, o magari due categorie per volta. Nel caso di Fabrizio le schede da partecipare erano quattro. Sarebbe stato impossibile visionare tutto in una giornata. Abbiamo inoltre visitato un frutteto, molto interessante anche per il progetto, che pero’ non aveva a che vedere con la certificazione partecipata, quindi sacrificando il tempo delle altre visite.

Abbiamo visto le arnie ed incontrato gli asini. Molte delle attività sono in luoghi diversi (tutti all’occhio ambientalmente puliti), ma con ampi tempi di spostamento non dedicati alle visite. Tutto molto interessante, ma non potrei dire di aver capito bene come dalla solina si arriva alla pasta, e dove sia prodotta e stoccata. Sarebbe bello avere la possibilità di capire come funziona tutto il processo, pero’ per fare questo bisognerebbe fare una visita solo per questo prodotto, magari anche visitando il pastificio.

Un pranzo da dieci e lode, minestra, formaggi, torte salate, dolci al peperoncino e non solo, pasta al sugo e tantissime altre cose, tutto buonissimo. Anche grazie a chi ha portato piatti fatti in casa, anche loro splendidi e rappresentativi del nostro percorso.

Ringrazio Fabrizio e famiglia per la massima disponibilita’ e la splendida giornata passata nella bellissima valle dell’Imele, apparentemente conosciuta come valle degli antichi mulini di Tagliacozzo, ricchissima di storia. Sono molto contento della visita e credo sia una parte molto importante della nostra trasparenza e chiarezza nella fatica che facciamo per arrivare a produrre, gestire, ed infine portare prodotti sani ed artigianali sulle nostre tavole.

Enrico vino (produttore terra/TERRA abruzzo)

 

Reduci dalla visita a Fabrizio Valente. Ovviamente il consumatore che è in noi rimane colpito dall’accoglienza generosa e cordiale da parte di Fabrizio e della sua famiglia. L’aspetto conviviale non ci ha comunque impedito di assaggiare anche parte dei suoi prodotti trasformati (pasta secca e conserve di frutta, mosto cotto, ecc.) per le quali diamo un parere positivo. Per quanto riguarda l’aspetto produttivo dobbiamo sottolineare la dedizione di Fabrizio verso il ricupero della “madre di tutti i grani” come è definita la varietà di grano tenero Solina. I suoi appezzamenti, non solo a Solina, ma anche a farro e a piccoli frutti sono assolutamente lontani da ogni forma di inquinamento stradale e/o di vicinanza eccessiva da coltivazioni tradizionali. Anche l’apiario, “custodito” da un quartetto di asini, appare in salute. Interessante anche la visita alle nuove piantagioni di alberi da frutto, tese al ricupero di antichi cultivar di mele, pere e ciliegie (se ricordiamo bene) che, fino a pochi decenni fa, occupavano i pendii esposti a sud di tutta la zona, fornendo occupazione e reddito.

Il valore aggiunto di tutto il lavoro di Fabrizio sta, secondo noi, soprattutto nel ricupero della “memoria produttiva” del territorio e nella passione e competenza che mette in quello che fa.

Un saluto e a presto

Pina e Oliviero – consumatori Largo Preneste

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