23 Gennaio 2014 – Giulia e Marco Rocca di Papa

 

Il 23 gennaio produttori,trasformatrici e consumatori/trici si sono dati appuntamento agli orti di Barbarossa nel comune di Rocca di Papa.

L’appuntamento rientra nel percorso sperimentale della certificazione partecipata (o garanzia partecipata) per incontrare Giulia e Marco che hanno fatto richiesta di adesione al connettivo Tterra.

Erano presenti: Componente consumatori: Paolo e Lidia

Tterra :Annarita e Alfredo, Emi, Manuela e Rosa (trasformatrici affini), Leonardo (Olio) Mario, Uljanov (prodotti da forno),

Osservazioni dei partecipanti:

La storia degli Orti di Barbarossa, terre  dei principi Colonna occupate dai  loro contadini è in sintonia con le aspirazioni ideali del connettivo e quindi di buon auspicio. Il casale ed il terreno dove Marco e Giulia abitano in affitto e situato all’interno del Parco Regionale dei Castelli Romani.

Per alcuni prodotti (olio d’oliva,mandorle,frutta) coltivati nella provincia di Enna  in Sicilia si è convenuto df attivare per la prima volta alcuni referenti siciliani di Genuino Clandestino. Rimane il problema anche dei prodotti da forno, soprattutto per la pasta madre, assente al momento dell’incontro. Ulj data la prossimità si è assunto l’onere di un ulteriore incontro e ci farà sapere

Mario apicoltore Tterra

 

La casa/laboratorio si trova all’interno del parco dei castelli romani, in una zona, quindi, a basso impatto ambientale. Si trova immersa nel verde del bosco. L’attività è composta da diversi settori: Giulia si occupa essenzialmente di produrre oli essenziali e tisane. Le materie prime le ricava  dal bosco che li circonda o dalla terra, di proprietà delle loro famiglie, in Sicilia. Per quello che riguarda gli oli, mi sembra di aver capito sopratutto olio di riso, li acquista in punti di sua fiducia. Tutta la lavorazione avviene in casa loro. Sebbene io non abbia alcun tipo di conoscenza del settore, ho avuto l’impressione, sentendola raccontare tutte le fasi della lavorazione, dalla raccolta in poi, a Manuela, che sia una persona competente ed appassionata. Le marmellate sono fatte solamente di zucchero e frutta prodotta in Sicilia, come l’olio di oliva la cui scheda rispetta le proporzioni quantità di terra e piante/quantità di olio. Marco sostiene che l’uliveto non è stato mai trattato e la produzione è completamente naturale. Marco è addetto al forno a legna dove produce pane e altri prodotti siciliani. La farina la procurano a Lariano ma non è stato possibile vedere nè la pasta madre nè altro e, per questo, si è rimandato ad un altro incontro. Il progetto è quello di vendere, ai mercati, anche cannoli siciliani e arancini per la cui carne Marco si rifornirà da alcuni amici che hanno un piccolo allevamento proprio vicino e che abbiamo visitato. è sicuramente un posto “pulito” con stallette più che dignitose e ben tenuto. Gli animali hanno anche la possibilità di uscire  per andare nel boschetto circostante…anche se, nel porre domande sul sistema di allevamento di maiali, mi è sembrato un po’ strano che nel corso degli anni non abbiano mai avuto un animale morto (magari per schiacciamento alla nascita o altro)o anche solo malato ed inoltre non si è capito bene la provenienza del mangime ( a parte le castagne del bosco). La mia impressione è che sia Giulia che Marco siano persone fiere e sincere e anche determinate ad ottenere dall’attività che li appassiona in modo evidente, un reddito dalla partecipazione ai mercati di Tt.Unico neo della visita è che è stato impossibile verificare lo stato dell’uliveto e del frutteto visto che si trovano in Sicilia ma a parte questo dico  che mi hanno convinto e quindi il mio parere è assolutamente positivo

Leonardo (produttore locale)

 

Il giorno 23 gennaio 2014, ho partecipato alla certificazione partecipata di Giulia e Marco, si presentano in duplice veste, come panificatori, erboristi, confetture per quel che possono recepire a rocca di papa e poi come frutta secca e olio evo per quel che hanno ad Enna.

Il luogo si presenta al riparo da fonti di inquinamento, in quanto è all’interno del parco dei castelli romani, zona pratoni del vivaro/rocca di papa, l’ente parco ha una lista dove elenca ciò che può essere colto e quello che deve/dovrebbe rimanere illeso.

Terminate le dovute presentazioni, siamo passati al parlare degli oleoliti, dove le ragazze dell’erboristeria e rosa dei saponi hanno fatto da produttore affine per il controllo, è nata la richiesta di olio di riso per quanto riguarda le confetture ci siamo interessati un po’ tutti, la frutta gelsi, fichi d’india, provengono dai terreni in sicilia, per le more i rovi del parco dei castelli romani il metodo utilizzato e quello della sterilizzazione tramite bollitura, poi capovolto il contenitore per il sotto vuoto si tiene al riparo e con le coperte sopra il pane non era presente ne lui ne la madre la farina al momento la acquistano dai f.lli moroni di lariano, mi risulta un ingrosso con farine, mangimi etc. (agri+ petrini) e non un mulino quindi non trovando nulla da controllare tolto il bel camino a legna con giusto spazio per appoggio e lavandino per preparazione, ho rimandato il controllo al momento resto fiducioso che gli altri panificatori si comportino in modo solidale qualora notassero alcuni problemi per le farine il connettivo ha solo somari che le produce, altrimenti possiamo indicare altri fornitori con etica giusta.nel tempo vorrebbero portare anche gli arancini e altri piccoli manicaretti tipici siciliani, a riguardo chiedono dove reperire olio di girasole. Al termine è stato chiarito che in ogni confezione deve essere presente un’etichetta, un riferimento e per controllare meglio la produzione il lotto di appartenenza.

Nel discorso prezzo richiedono un incontro per capire se il prezzo che loro richiedono e congruo ai prezzi del mercato

UlJ (trasformatore locale Tterra)

 

Abbiamo partecipato alla visita a Marco e Giulia di Rocca di papa;l’impressione che ho avuto e’ di entusiasmo e rispetto per la terra e per quello che hanno imparato dalla tradizione familiare nel preparare cibi e riconoscere le erbe spontanee e il loro uso. Mi pare abbiano,una buona manualità per preparare i cibi tipici della Sicilia e della loro zona e tanta voglia di fare “sperimentare”agli altri i loro prodotti;non entro nel merito dei prodotti di erboristeria,perche’ so poco,ma c’erano esperti del settore. Mi sono sembrati disponibili ad acquistare farina e quanto serve, presso i produttori di terraterra ,quando avranno i riferimenti giusti,pertanto sono disposta a provare i loro prodotti,sopratutto culinari. Sono solari e socievoli e l’entusiasmo significa molto per questa esperienza

Annarita (produttrice di fatto Tterra)

 

Ancora un’incontro per il percorso della certificazione partecipata, questa volta, la mattina del 23 gennaio 2014, a Rocca di papa, all’interno del parco Regionale dei Castelli, il produttore/trasformatore è Marco Melillo, nome dell’azienda Mahasukha, a conduzione familiare (sono lui stesso e la sua compagna). Dopo un bel percorso tra i boschi, io, Mario delle api e Lidia (consumatrice), arriviamo alla casa un cui abitano e lavorano ai prodotti Marco e Giulia. Dopo un po’ d’attesa siamo tutti riuniti: produttori affini, Uljanov di Suljma, Rosa dei saponi e Manuela e Emi erboriste, pruduttori tT Mario, Leonardo (verdure), io e Lidia consumatori e Annarita e Alfredo produttori di fatto. Dopo chiacchiere in giardino accolti gentilmente dai due padroni di casa, chiacchiere in casa con thé, caffè e assaggi vari, si avvia faticosamente la parte specifica della visita.

Devo prendere atto che ultimamente agli incontri a cui ho partecipato molti dei presenti erano nuovi alle visite, in questo caso solo Mario e Uljanov erano presenti all’ultima certificazione a cui ho preso parte, quella di Luigi di Eutorto. La tendenza è quella di rendere l’aspetto conviviale, seppure necessario e auspicabile, preminente rispetto a quello che è il motivo principale dell’incontro, motivo per cui si tende a parlare in gruppetti, ad incrociare i discorsi quando tutti gli interventi, le spiegazioni e le domande sarebbero interessanti e condivisibili ai fini anche delle relazioni finali, momento culmine della certificazione e fruibile da tutti gli interessati specialmente i non presenti. Auspico quindi per i prossimi una tendenza a meglio disciplinare gli incontri anche per ottimizzare i tempi, visto che poi, ad un certo punto, molti tendono a scappare via per sacrosanti altri impegni. Il rischio è quello di non esaurire gli argomenti necessari. Avendo, molti di noi che abbiamo partecipato a più visite, messo per iscritto delle condivisioni di intenti o meglio, le nostre singole visioni di cosa potrebbe essere la certificazione partecipata, potrebbe essere un punto di partenza, per chi partecipa per la prima volta, e mi riferisco a produttori, consumatori, ma anche a chi ospita, dare uno sguardo a questi appunti che sono disponibili sul sito di terraTerra che io sappia. Altra cosa potrebbe essere anche che, a turno, chi ha partecipato a più incontri, faccia un piccolo cappello a braccio. Questo è quanto si rifletteva sulla strada del ritorno in macchina con Mario e Lidia.

Marco Melillo ci ha mostrato il forno a legna che gli mette a disposizione il proprietario di casa per preparare pane e prodotti affini farciti, avendo però intenzione di cambiare casa per contenziosi con lo stesso proprietario, c’è da chiedersi come, in tal caso, avverrà la cottura in futuro. Ci ha mostrato inoltre le marmellate e i preparati per le tisane, erbe aromatiche e oleoliti, mandorle sgusciate solo che mentre le erbe sono raccolte in loco, nel bosco circostante, e abbiamo anche visionato degli alberi di noci, le materie prime quali la frutta per le marmellate e le stesse mandorle, sono prodotte in Sicilia, in provincia di Enna, e quindi non è possibile visionare le piante ed il luogo di produzione. In effetti anche rispetto al pane è stato possibile visionare, al momento della visita, la  pasta madre perché in consegna a dei loro amici in quanto Marco è stato lontano da casa per un periodo.

Poca roba nell’orto del giardino per uso personale.

Sì è parlato anche di dove e come reperire prodotti base quale la farina o i barattoli, di come effettuare degli acquisti comuni, delle etichettature e sul cosa andava messo in evidenza riguardo all’informazione e la trasparenza per ciò che riguarda il prodotto.

Interessante invece un piccolo scambio di battute sul prezzo sorgente e sulle difficoltà da parte di alcuni produttori presenti ad adeguarsi ai prezzi comuni tra i vari produttori tT. Le differenze dei prodotti e la mole di lavoro prevista a monte, l’esigenza di prezzi che garantiscano un salario mantenendo un’eticità nel percorso di definizione degli stessi e una capacità di relazionarsi alla popolarità degli spazi di vendita, cioè prezzi accessibili ai più, mi sembrano ottimi spunti di riflessione che possano aprirsi ad approfondimenti di argomenti tra l’altro già avviati in contesti prossimi alla partecipazione partecipata in questi ultimi tempi.

In conclusione Marco e Giulia ci hanno portati a visitare gli spazi dell’azienda di una coppia di allevatori di maialini neri sita nelle vicinanze della loro casa/azienda, dai quali prenderanno la carne per le imbottiture dei loro preparati o per della porchetta che hanno intenzione di portare al mercato. Un luogo molto bello che è anche area d’incontri per visite guidate sulla fattoria e piante particolari, un posto veramente suggestivo.

Sempre molto interessanti i racconti delle vicende personali nei trascorsi di vita vissuta da parte degli ospitanti, in questo caso Marco e Giulia.

Paolo (consumatore critico)

 

Marco e Giulia vivono nel bosco del parco dei Castelli romani, in via Barbarossa, e sono originari della Sicilia. Giulia si occupa prevalentemente di olii essenziali, che produce raccogliendo piante e fiori nel bosco intorno. Su questi non mi pronuncio nel merito perché non ne capisco molto ma Giulia mi è sembrata competente ed esperta. Fa anche il pane e focacce nel forno a legna e conserve di frutta. Marco, oltre a collaborare a quanto detto sopra, cura il piccolo orto e la coltivazione di piante aromatiche e officinali. Marco e Giulia sono cresciuti in Sicilia a contatto con la terra e si portano dietro un bagaglio di esperienze sul campo e un amore per la natura. Hanno tante idee, energia e voglia di fare anche se a mio parere dovrebbero consapevolizzarsi maggiormente sulla scelta delle materie prime. Per esempio, come consumatrice, vorrei conoscere la farina che usano per il pane, e mi piacerebbe che la loro scelta fosse motivata. Devo dire che l’atmosfera dell’incontro questa volta non ha aiutato l’approfondimento. Si era in tanti e forse erano molti gli argomenti da approfondire, fatto sta che si è parlato spesso in sottogruppi, sovrapponendosi, e sicuramente mi è sfuggito qualche passaggio (perché a proposito della farina ho letto sulla scheda che si riforniscono a Lariano, ma ripeto parlare per piccoli gruppi ha creato confusione). E’ rimasto a parte il capitolo dei trasformati come l’olio e le marmellate che i genitori di Marco e Giulia fanno in Sicilia. Buonissima la marmellata che ci hanno fatto assaggiare, peccato non poter conoscere direttamente anche la loro realtà. Faccio tanti auguri a Giulia e Marco per il percorso che hanno intrapreso e ringrazio t/T per questa ennesima occasione di confronto e crescita che è la certificazione partecipata.

Lidia consumatrice di Cave

 

Giovedì ho partecipato alla visita da Giulia e il suo compagno, Marco. Abbiamo passato la mattinata insieme, nella loro casetta nel bosco, dove ci hanno gentilmente offerto alcuni dei loro prodotti, tipo una marmellata di gelsi neri…ottima, mandorle, olio e oleoliti per il corpo. Ci hanno raccontato un pò la loro storia, molto legata alla loro terra d’ origine la Sicilia, da dove provengono alcune delle materie prime che trasformano e di come mettono in pratica le conoscenze contadine e erboristiche che hanno ereditato.  Ci hanno anche portato a casa di una coppia di loro amici che aiutano con i lavori nell’ orto e con gli animali, ma non ho capito bene se ai mercati vogliono portare anche i frutti di questa collaborazione, in tal caso magari vorrei fargli delle domande in più  tipo cosa mangiano i vari animali o se le galline, per esempio, le tengono sempre chiuse in quel pollaio…

Per quanto riguarda i prodotti erboristici, Giulia prepara oleoliti con piante selvatiche del posto, macerandoli a freddo e utilizzando olio di riso, ma le abbiamo fatto presente che c’ è la possibilità di acquistare un buon olio di girasole con un ordine collettivo.

Nel complesso l’ impressione che ho avuto è stata di affinità, si rispecchiano infatti nello statuto di TerraTerra, esprimendo la voglia di far parte di un percorso politico che utilizza il mercato come momento di vendita e al tempo stesso di condivisione e diffusione di saperi e di lotte.

L’ unico nodo rimane la visita partecipata a Enna che spero si riesca a risolvere presto.

Spero di vederli a breve tra noi! Ciao,

Manu (erborista Tterra)

Visita x Certificazione partecipata all’azienda Mahasukha di Giulia e Marco presso Rocca di Papa (Rm)

Ieri ho conosciuto Giulia e Marco, due giovani ragazzi siciliani della provincia di Enna, trasferitisi da poco nei pressi di Rocca di Papa. La loro casetta, in affitto, si trova immersa nel bosco all’interno del parco dei Castelli romani. Il posto è molto bello, peccato la giornata uggiosa. Hanno a disposizione anche un piccolo terreno dove hanno realizzato un piccolo orto per uso personale e messo a dimora alcune piante officinalis. il resto delle piante viene raccolto spontaneo nel bosco limitrofo o in Sicilia, nelle vicinanze di Enna, dove vivono i loro genitori e parenti. Sono proprio loro ad aver tramandato i loro saperi erboristici e agricoli a Giulia e Marco. inoltre Giulia ha vissuto per lunghi periodi in India, e quindi racconta di essere a  conoscenza anche di un’ altra tradizione erboristica, quella ayurvedica. Al momento aveva pronti alcuni oleoliti di iperico e camomilla, e delle erbe essiccate per uso erboristico e alimentare (melissa, origano, rosmarino, salvia, ecc). Il metodo di estrazione degli oleoliti è a freddo con utilizzo di olio di mandorle dolci e olio di riso biologico, acquistati entrambi in negozi che vendono prodotti bio di qualità. le erbe utilizzate, come già detto, sono raccolte spontanee o allevate. tutti gli oleoliti macerano al buio, per una lunazione circa, tranne l’iperico che vuole il sole. a fine macerazione l’olio viene filtrato e l’erba torchiata, e messo in bottiglie di vetro. Il metodo usato è il migliore, perchè a freddo e con erbe fresche. Giulia racconta che la lavorazione avviene negli ambienti domestici (cucina e camera) dopo essere stati sterilizzati adeguatamente. Tutto sommato mi hanno fatto una buona impressione.

Rose Cosmesi Naturale (Tterra)

 

 

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