8 marzo 2015 – Enrico del vino a Giulanova (Teramo)

  Visita nel percorso sperimentale della certificazione partecipata a Enrico del vino a Giulanova (Teramo) 

 

Erano presenti:

Consumatori: Pina, Simona, Oliviero e Claudio da Roma;

Produttori affini: Luciano e Raffaele viticoltori tterra;

Produttori locali Tt: Angela e Roberto;

Produttori Tt: Mario apicoltore produttori affini.

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Io, Luciano Di Credico in rappresentanza del “Casolare delle Acacie”, ho partecipato insieme ad altri produttori agricoli e consumatori, alla visita nell azienda agricola di Enrico Gallinaro. Verso le 10:30 abbiamo incontrato Enrico e la sua compagna presso la loro abitazione, che è un casolare antico in parte ristrutturato dove ci hanno offerto la colazione.  Successivamente Enrico ci ha accompagnato nei campi, dove c’è un vigneto di Montepulciano d Abruzzo con allevamento a filari tenuto in ottimo stato ed un uliveto composto da piante di varietà autoctone in buone condizioni di coltivazione. Dopo la visita nei campi Enrico ci porta a visitare la cantina che è in fase di ultimazione di lavori interni, dove vinifica già le sue uve. L azienda e’ posizionata verso sud-est con lieve pendenza con un ottima qualità di terreno rossiccio. La compagna di Enrico ci ha cucinato un gustosissimo pranzo molto gradito. Successivamente ci è stato un interessante dibattito sulle tematiche agricole. E’ stata una bellissima giornata di scambio di esperienze tra tutti i partecipanti.

Luciano (casale delle acacie)Tterra 

 

Abbiamo trovato la visita molto interessante ed istruttiva. Enrico e la sua azienda ci hanno impressionato favorevolmente per la passione e la umiltà con cui hanno accettato i consigli degli altri produttori. Abbiamo respirato aria di pulizia e di semplicità e insieme di professionalità attenta. Grazie Enrico per la tua calorosa accoglienza e volontà a far bene.

Claudio e Simona 

 

Salve a tutti, sono molto contento di aver partecipato alla visita fatta ad Enrico. Il posto è fantastico: ottima esposizione, ottima ventilazione dal mare. La vigna è un po anziana e non ben organizzata (mancano pali e porta innesti), avrebbe bisogno di tanto lavoro per portarla a regime di produzione, però ci sono tutte le potenzialità. Non ci sono tracce di diserbo o di concimazioni, addirittura scarseggia anche il rame sui tagli della potatura. L’unica nota dolente il fatto che il terreno circostante e coltivato a frumento da un contoterzista, infatti Enrico ci ha assicurato che sarà per l’ultimo anno. Altrettanto l’uliveto è sano e prosperoso, sulle foglie non ci sono tracce di malattie o carenze alimentari del terreno, (fumogena, occhio di pavone, ecc). Servirebbe urgentemente una bella potatura. La visita prosegue in cantina, dove si nota la pulizia. Il casolare è molto bello.  Bravo Enrico, hai tanto da lavorare da fare. Ti faccio i migliori auguri.

Grazie a Spring per il pranzo e l’ospitalità. Per il dibattito post pranzo, lascio la parola agli altri.  Raffaele viticoltore (Tt) 

 

Salve a tutti, chiedo scusa per il ritardo della mia risposta purtroppo sono stato molto impegnato in questi ultimi giorni. Posso dirvi che sia io che mia moglie abbiamo avuto un ottima impressione su tutto. Complimenti per l’azienda di Enrico, al suo vino naturale e alla volontà sua e di sua moglie a proseguire nel loro progetto. Per noi gli argomenti trattati e discussi durante la giornata erano sconosciute, ma nello stesso tempo li abbiamo apprezzati e valutati positivamente, sono nozioni che riteniamo molto importanti per la tutela della salute dell’uomo, sicuramente vogliamo approfondire la nostra conoscenza di tali argomenti e contribuire nel nostro piccolo. Grazie ed a presto

Roberto Almonte e Angela Pia Malandra produttori locali 

 

Una giornata interessante quella in vigna e in cantina da Enrico, un vero peccato che nessuna delle realtà cittadine che collabora con Tterra abbia considerato di essere presente. Speriamo che in futuro siano in grado di contribuire a questo percorso.  La conclusione della giornata con lo scambio di opinioni sui vari modi di produzione e lavorazione del vino (naturale, biologico, biodinamico ecc) è stata veramente interessante ed istruttiva. La vigna di Enrico è sicuramente ben esposta e i tralci vengono, quando necessario, tempestivamente rinnovati. L’apporto di Luciano sulle varie tecniche per irrobustire i nuovi tralci è stato veramente apprezzato dalle persone presenti.  La cantina in via di sistemazione, con i soffitti a volta diventerà qualcosa di sfizioso. Assaggiare i vini prodotti da Enrico in quella cantina sarà veramente piacevole. Sono pronto ad un futuro invito. Gli ulivi, Enrico ne è pienamente consapevole, hanno bisogno di cura e attenzione soprattutto per la potatura di produzione. La casa ottocentesca, l’ospitalità di Spring sono state adeguate con la trasparenza della visita, un equilibrio perfetto tra convivialità e l’embrione di u n percorso comunitario.

Mario apicoltore 
Conoscevamo già Enrico, ma non avevamo ancora bevuto il suo prodotto. Parto quindi dalla fine, ma solo perché abbiamo avuto un buon ricordo olfattivo e degustativo dei suoi Cerasuolo e Montepulciano. Per non tacere del Cerasuolo “invecchiato”. Davvero piacevoli, beverini, dal prezzo più che onesto. Abbiamo visionato la vigna, con un’ottima esposizione verso il mare e verso il sole. Viti e filari alla giusta distanza, terreno ben drenato, terra ricca, controllo accurato della gemmazione, superficie conforme alla scheda, insomma una vigna ben curata; anche la visita in cantina ha sostanzialmente confermato la buona cura delle varie fasi della lavorazione delle uve e della conservazione del vino.  L’autostrada è invero vicina, ma scorre abbondantemente sotto il terreno per cui credo che la vigna non ne risenta. Anche la visita all’uliveto conferma, per quanto concerne superficie, esposizione, distanza e “salute” delle piante, le buone impressioni riportate in vigna. Unico neo ci è sembrato il ritardo nei lavori di decespugliatura e potatura delle piante, dovuto anche al fatto che Enrico non vive stabilmente in azienda, ma pendola con Roma.  Enrico e sua moglie sono stati molto accoglienti e generosi. Il loro progetto abitativo, pur costretti ad una forzata convivenza con i vicini – veri e propri vandali edilizi! – è molto attraente. Il lavoro di ricupero di una antica dimora familiare ci è molto piaciuto, come il loro cibo.  La discussione collettiva che, da quasi sobri, abbiamo intavolato dopo il pranzo, ha

confermato che tante sono le idee sul vino naturale o come diavolo vogliamo chiamarlo. Tante quante sono le varietà di uva, probabilmente. Rimaniamo comunque convinti che il crinale debba essere – sembra scontato – tra vino fatto bene e vino fatto male. Enrico, e quelli come lui, fanno un vino fatto bene: e lo cominciano a fare bene sul terreno, sulle singole piante in vigna.  Per concludere. Ogni visita partecipata fa storia a sé. Il filo rosso che le lega, a parere di noi due consumatori, è la consapevolezza che esistono persone che a un certo punto della vita decidono che qualcosa di diverso bisogna fare, decidendo anche di “rallentare i ritmi di vita”, come dice Enrico nella sua scheda azienda. Mettendoci passione, cura e intelligenza per produrre bene ciò che mangiamo e beviamo.  Grazie a Enrico e a tutti i partecipanti

Pina e Oliviero, consumatori Largo Preneste 

 

Segue un estratto sull’incontro e discussione:

Cosa rappresenta per te un vino naturale?

Interventi:

Spring: Espressione del territorio. Tanto vino già prodotto in tanti territori e’ già naturale. Il fattore trendy e’ solo temporaneo. E’ entusiasta del minimo intervento chimico nel vino naturale.

Simona: Un vino può essere buono a prescindere se naturale o meno. Non da valore al naturale se non ha le basi per essere un buon vino (es: pulito, piacevole). Intervento minimo per ottenere un buon vino.

Angela:  loro hanno prodotto vino fino a 5 anni fa, il loro vino era naturale e buono. Vino fatto in casa. Pina: I vini naturali non mi danno problemi di mal di testa

Claudio: Come consumatore manca educazione anche su cosa vuol dire un vino buono ed uno meno buono. Il produttore dovrebbe educare il consumatore. Non sempre il vino naturale e’ buono. Ho assaggiato un pessimo prosecco, naturale, e molto caro..

Raffaele: Tradizione di vinificazione in naturale e’ nuova in parti d’Italia. Tante improvvisazioni da parte dei vinificatori italiani. Vino all’etanolo e’ italiano. Il vino naturale si fa in vigna. Farmacia agricola rappresenta il passato. Il piccolo agricoltore andrebbe aiutato anche economicamente.

Luciano: Figlio di contadino, ha sempre avuto vino in casa e beveva il vino del padre che era buono e a volte non buono. Nel 1997 il passo. Uve sane dalla vigna per fare un buon vino. Dal 90 non beve e smette di fare il vino. Il vino fa male. I figli gli chiedono di farlo quindi riprende. Si associa a t/T sette anni fa. Biodinamica dall’85. I vini naturali si muovono sempre perché non trattati, sono vivi, si muovono. I vini trattati sono morti. Chi fa vino naturale deve saper muoversi in campagna, come con l’organismo.

Roberto: Compra vino da azienda biologica a lui vicino, ma si chiede come mai sia biologico se aziende vicino non lo sono. Il vino che compro si rovina quindi penso che sia biologico. E’ difficile che un’azienda biologica sia tale se non opera in spazi grandi per inquinamenti diretti ed indiretti.

Oliviero: Biologico-biodinamico non sempre può considerarsi naturale. Problematiche di etichettature. Minore intervento di chimica, solfiti, lieviti, e lavorazioni in generale. Non filtrazione, torbido e posa, sinonimo di naturale. Preferisco il vino meno buono ma naturale.

Enrico: Non e’ estremista sulla sua produzione, ma non usa lieviti, non esclude in assoluto l’utilizzo in vigna di aiuti, anche se ama il cerchio del lavoro vigna cantina. Il vino e’ naturale, non biologico. Naturale da chi viene il vino e chi lo fa. Conoscere, studiare, visitare i produttori, ed informare i consumatori. Mario: definizioni soggettive dal naturale al biologico, biodinamico. Responsabilita’ di verificare da parte del consumatore. Si discute poi sulle differenze tra convenzionale, biologico, biodinamico, e naturale. Luciano condivide le sue esperienze sul biodinamico che lui adotta dal 1985. Si conclude consigliando sempre di verificare di persona la provenienza dei prodotti che si consumano e di approfondire la propria conoscenza delle diverse metodologie di coltivazione. La giornata si chiude intorno alle 16:00
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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